Accesso, costi e normativa

    Primo colloquio fertilità: documenti e cosa portare.

    Come arrivare preparati al primo colloquio in un centro di fertilità: esami, referti, storia clinica e domande da portare.

    Tempo di lettura 9 minutiPubblicato il 25 giugno 2026

    Persona che prepara documenti e referti medici da portare al primo colloquio con lo specialista della fertilità

    Ci sono domande che si tengono dentro per settimane prima di cercarle. "Quando è il momento giusto per andare da uno specialista?" "Cosa dovrei portare?" "Mi chiederanno cose a cui non so rispondere?" Se sei arrivato qui, probabilmente hai già vissuto qualche mese difficile. Forse più di qualche mese. E adesso stai cercando di capire come cominciare nel modo più utile possibile.

    Il primo colloquio per la fertilità è spesso carico di aspettative e, insieme, di una certa ansia da prestazione. Si ha paura di non avere gli esami giusti, di dimenticarsi qualcosa di importante, di non sapere rispondere alle domande dello specialista. In realtà, il primo colloquio serve proprio a raccogliere ciò che c'è: la tua storia, quella del tuo partner, quello che avete già fatto e quello che non avete ancora esplorato.

    Questo articolo ti aiuta ad arrivare preparato, senza stress e senza lacune inutili. Sapere cosa portare al primo colloquio fertilità non cambia il percorso in modo radicale, ma ti permette di usare quel tempo nel modo migliore.

    Cosa portare al primo colloquio fertilità: documenti ed esami.

    Non esiste una lista universale e rigida, ma ci sono alcune categorie di informazioni che uno specialista in fertilità trova particolarmente utili fin dal primo incontro. Portare quello che hai già evita di ricominciare da zero e permette di concentrarsi prima sulle domande che contano davvero.

    Documenti anagrafici e sanitari di base.

    Parti dalle basi: tessera sanitaria, documento d'identità e, se ce l'hai, il codice fiscale del partner. Se sei già seguita da un ginecologo o da un andrologo, porta con te eventuali lettere di invio o note cliniche che ti sono state consegnate. Non sono obbligatorie, ma aiutano lo specialista a inquadrare la situazione più rapidamente.

    Esami del sangue: quali portare.

    Se hai già fatto esami ormonali, portali tutti, anche quelli che ti sembrano datati o poco rilevanti. I parametri più utili per il fattore femminile sono l'AMH (ormone antimülleriano), che fornisce una stima della riserva ovarica, l'FSH (ormone follicolo-stimolante), l'LH, l'estradiolo e la prolattina. Utile anche il profilo tiroideo (TSH, FT4) e la vitamina D, sempre più considerata nelle valutazioni di fertilità.

    Per il fattore maschile, l'esame fondamentale è lo spermiogramma: se il tuo partner ne ha eseguito uno, portalo anche se risale a qualche anno fa. Lo specialista ti dirà se vale la pena ripeterlo. Uno spermiogramma recente, eseguito in un laboratorio certificato secondo i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è lo strumento più diretto per valutare la componente maschile dell'infertilità.

    Referti ecografici.

    Se hai eseguito ecografie pelviche o transvaginali, portale con te. In particolare, le ecografie che riportano il conteggio dei follicoli antrali (AFC) sono molto informative per valutare la riserva ovarica. Qualsiasi ecografia che descriva morfologia uterina, presenza di fibromi, cisti ovariche o segni di endometriosi è ugualmente preziosa.

    Cartelle cliniche di percorsi precedenti.

    Se hai già affrontato uno o più cicli di procreazione medicalmente assistita, il materiale più utile che puoi portare è la cartella clinica completa del centro precedente. Questa include di solito i protocolli di stimolazione ovarica seguiti, il numero di ovociti recuperati, il numero di embrioni ottenuti e la loro qualità, oltre all'esito del trasferimento. Queste informazioni permettono allo specialista di non ripetere ciò che non ha funzionato e di ragionare su strategie differenti.

    Se hai avuto aborti spontanei, porta eventuali referti istologici o i risultati di analisi genetiche effettuate sul materiale abortivo o sui partner. Sono dati che orientano significativamente il percorso successivo.

    Un appunto scritto con la tua storia.

    Questo è il consiglio meno ovvio, ma spesso il più utile. Prima del colloquio, scrivi su un foglio le informazioni principali: da quanto tempo stai cercando una gravidanza, la regolarità del ciclo mestruale, eventuali patologie già diagnosticate (endometriosi, sindrome dell'ovaio policistico, varicocele), i farmaci che stai assumendo e qualsiasi intervento chirurgico pelvico o urologico subito in passato. Avere tutto scritto ti evita di dimenticare dettagli importanti nel momento in cui sei seduta davanti allo specialista.

    Cause e fattori di rischio dell'infertilità.

    L'infertilità riguarda una coppia su sei in Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità. Nella metà circa dei casi, la causa è identificabile nel fattore maschile o in quello femminile; nell'altra metà si tratta di cause miste o, in una quota non trascurabile, di infertilità inspiegata, cioè situazioni in cui tutti gli esami rientrano nei limiti di normalità ma la gravidanza non arriva.

    Le cause più frequenti sul versante femminile includono i disturbi dell'ovulazione (tra cui la sindrome dell'ovaio policistico, che interessa il 5-10% delle persone in età riproduttiva secondo l'ESHRE), l'endometriosi, le alterazioni tubariche e la ridotta riserva ovarica. Sul versante maschile, le cause più comuni sono le alterazioni della qualità e della quantità degli spermatozoi, il varicocele e, meno frequentemente, ostruzioni delle vie seminali.

    Tra i fattori di rischio modificabili che vale la pena menzionare ci sono l'età, il fumo di sigaretta, il peso corporeo (sia il sottopeso sia il sovrappeso influenzano la funzione ormonale), l'esposizione a sostanze tossiche in ambito lavorativo e alcune infezioni sessualmente trasmesse non trattate. Avere chiari questi elementi aiuta lo specialista a orientare la valutazione fin dal primo incontro.

    Vuoi parlare con uno specialista?

    Il primo passo è una consulenza gratuita in videocall con un medico del Centro Florence.

    Sintomi che vale la pena riferire.

    Non tutti i segnali legati alla fertilità sono ovvi. Alcuni vengono trascurati per anni perché sembrano "normali" o perché nessuno aveva mai collegato quei sintomi alla difficoltà di concepire.

    Sul versante femminile, merita riferire al colloquio la presenza di cicli mestruali molto irregolari o assenti, dolore pelvico ricorrente (soprattutto durante le mestruazioni o nei rapporti sessuali), perdite anomale e qualsiasi cambiamento recente nel ciclo. Anche sintomi come eccessiva peluria, acne persistente in età adulta o aumento di peso inspiegato possono indicare uno squilibrio ormonale rilevante per la fertilità.

    Sul versante maschile, dolore o gonfiore allo scroto, problemi di erezione o eiaculazione e una storia di orchite (infiammazione del testicolo) sono informazioni che lo specialista vorrà conoscere.

    Non filtrare nulla pensando che sia irrilevante. Lascia che sia lo specialista a decidere cosa considerare e cosa escludere.

    Diagnosi e trattamenti: cosa aspettarsi dopo il primo colloquio.

    Il primo colloquio non è una diagnosi. È un punto di partenza. Alla fine dell'incontro, lo specialista avrà di solito un'idea delle aree da approfondire e proporrà una serie di valutazioni mirate.

    Per il fattore femminile, la valutazione di base comprende tipicamente esami ormonali (spesso eseguiti in un momento specifico del ciclo), un'ecografia transvaginale con conteggio dei follicoli antrali e, in alcuni casi, esami di secondo livello come l'isterosonografia o l'isteroscopia per valutare la cavità uterina.

    Per il fattore maschile, se non è già disponibile uno spermiogramma recente, questo sarà il primo esame richiesto. In base al risultato, lo specialista potrà indicare ulteriori valutazioni, come dosaggi ormonali maschili o una valutazione andrologica.

    Solo dopo aver raccolto questo quadro completo si parla di percorso. I percorsi di PMA previsti dalla legge italiana (Legge 40/2004) includono l'inseminazione intrauterina (IUI), la fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni (FIVET) e la iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI). La scelta tra le diverse opzioni varia in base all'età, alla diagnosi, alla storia clinica pregressa e ad altri fattori individuali.

    Secondo i dati del Registro Nazionale PMA dell'Istituto Superiore di Sanità, il tasso di gravidanza per ciclo di fecondazione in vitro in Italia si attesta intorno al 28-30% nelle persone sotto i 35 anni, con una riduzione progressiva legata all'età. Questi numeri aiutano a impostare aspettative realistiche, senza però dire nulla sulla situazione specifica di chi legge.

    Vuoi parlare con uno specialista?

    Il primo passo è una consulenza gratuita in videocall con un medico del Centro Florence.

    Quando consultare uno specialista in fertilità.

    Le linee guida internazionali dell'ESHRE indicano di rivolgersi a uno specialista in fertilità dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari senza concepimento in coppie in cui la persona con utero ha meno di 35 anni. Questa finestra si riduce a 6 mesi se l'età è uguale o superiore a 35 anni.

    Ci sono però situazioni in cui non vale la pena aspettare: una diagnosi già nota di endometriosi, sindrome dell'ovaio policistico, alterazioni tubariche, assenza di ovulazione regolare o una storia di alterazioni seminali note giustificano una valutazione più rapida. Lo stesso vale in presenza di due o più aborti spontanei consecutivi, una condizione definita abortività ricorrente, che richiede un percorso diagnostico specifico.

    Se il tuo ginecologo o medico di base non ti ha ancora indirizzato a uno specialista e senti che è il momento di fare un passo avanti, puoi farlo autonomamente. Non è necessario aspettare un invio formale per prenotare un primo colloquio in un centro di fertilità.

    Inizia il tuo percorso con Centro Florence.

    Al Centro Florence, parte della rete Elty, il primo colloquio è pensato per darti chiarezza, non per sovraccaricarti di informazioni. Lo specialista prende il tempo necessario per ascoltare la tua storia, rispondere alle tue domande e proporti una valutazione su misura, senza salti nel vuoto e senza percorsi standardizzati.

    Non devi arrivare con tutto già pronto. Puoi arrivare anche solo con le tue domande. Quello che conta è cominciare nel modo giusto per te.

    Se vuoi prenotare il tuo primo colloquio o vuoi semplicemente capire da dove partire, il team di Elty è a disposizione per accompagnarti fin dal primo passo.

    Vuoi parlare con uno specialista?

    Il primo passo è una consulenza gratuita in videocall con un medico del Centro Florence.

    Domande frequenti.

    Al primo colloquio per la fertilità è utile portare tutti gli esami del sangue recenti, compreso l'AMH e lo spermiogramma se disponibili, eventuali referti ecografici, la storia clinica di entrambi i partner e, se già affrontati, i documenti di percorsi di PMA precedenti. Un appunto scritto con la propria storia clinica è spesso più utile di quanto si pensi.

    Quando possibile, è molto utile che entrambi i partner partecipino al primo colloquio. In questo modo lo specialista può raccogliere la storia clinica completa di entrambi e impostare una valutazione più accurata fin dall'inizio, senza dover rimandare passaggi importanti a una visita successiva.

    Non è obbligatorio avere esami già fatti prima del primo colloquio, ma se li hai è utile portarli. I più rilevanti sono AMH, FSH, LH, estradiolo ed ecografia pelvica per il fattore femminile, e spermiogramma per il fattore maschile. Lo specialista indicherà poi quali valutazioni completare o ripetere.

    Le linee guida ESHRE indicano di rivolgersi a uno specialista dopo 12 mesi di rapporti regolari senza concepimento, oppure dopo 6 mesi se la persona con utero ha più di 35 anni. In presenza di patologie già note, come endometriosi o alterazioni seminali, la valutazione può avvenire prima, senza attendere questi tempi.

    Il primo colloquio per la fertilità non è invasivo. Si tratta di un incontro conoscitivo in cui lo specialista raccoglie la storia clinica, risponde alle domande e, eventualmente, prescrive i primi esami di valutazione. Nessuna procedura clinica viene eseguita durante questo incontro.

    Il primo colloquio dura generalmente tra i 30 e i 60 minuti. Il tempo varia in base alla complessità della storia clinica e al numero di domande. È un incontro importante e lo specialista dedica il tempo necessario: non c'è motivo di affrettarlo.

    Portare anche referti più datati può essere utile per ricostruire la storia clinica nel tempo. Lo specialista valuterà quali informazioni sono ancora rilevanti e quali esami è necessario ripetere per avere un quadro aggiornato e affidabile sulla situazione attuale.

    Dopo il primo colloquio, lo specialista propone in genere una serie di valutazioni di approfondimento, tra cui esami del sangue, ecografia e spermiogramma, per identificare la causa dell'infertilità. Solo dopo aver completato questo quadro si discute il percorso più adatto alla situazione specifica della coppia.

    Vuoi parlare con uno specialista?

    Il passo successivo è una consulenza gratuita con un medico del Centro Florence.

    Fonti.

    I contenuti di questo articolo si basano su linee guida internazionali, documentazione scientifica e fonti istituzionali aggiornate.

    1. ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology). Guideline on the management of female infertility. 2023
    2. Istituto Superiore di Sanità. Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita – Relazione annuale. 2022
    3. WHO (World Health Organization). WHO laboratory manual for the examination and processing of human semen, 6ª edizione. 2021
    4. ESHRE. Guideline on the management of recurrent pregnancy loss. 2022
    5. NICE (National Institute for Health and Care Excellence). Fertility problems: assessment and treatment. Clinical guideline CG156. 2013, aggiornato 2017
    6. Ministero della Salute. Legge 19 febbraio 2004, n. 40 – Norme in materia di procreazione medicalmente assistita
    7. ASRM (American Society for Reproductive Medicine). Diagnostic evaluation of the infertile female: a committee opinion. Fertility and Sterility. 2021

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.