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    Iniezione intracitoplasmatica (ICSI): cos'è, quando lo specialista la propone e come si differenzia dalla FIVET.

    Le differenze concrete tra FIVET classica e ICSI, le indicazioni cliniche per cui lo specialista la sceglie, e cosa cambia davvero nel percorso.

    Tempo di lettura 13 minutiPubblicato il 29 aprile 2026

    Embriologo che esegue la tecnica ICSI iniettando uno spermatozoo in un ovocita al microscopio in laboratorio di fecondazione assistita

    Se ti è stata proposta la ICSI, o se stai valutando un percorso di fecondazione assistita e vuoi capire le opzioni sul tavolo, la prima domanda che probabilmente hai è: perché questa tecnica invece dell'altra? E la seconda: cambia qualcosa, in concreto?

    La risposta è sì, cambia qualcosa, ma meno di quanto spesso si immagina. ICSI e FIVET condividono quasi tutte le fasi del percorso: la stimolazione ovarica, il pick-up degli ovociti, il trasferimento embrionale. Quello che distingue le due tecniche è un solo passaggio, in laboratorio, che dura pochi minuti e che l'embriologo esegue sotto microscopio. Un passaggio piccolo dal punto di vista della persona che affronta il ciclo, ma clinicamente decisivo in certi contesti.

    Quello che segue spiega cos'è la ICSI, quando lo specialista la sceglie rispetto alla FIVET classica, come funziona il percorso passo per passo, e cosa aspettarsi in termini di risultati.

    ICSI: il significato dell'acronimo e l'idea di base.

    ICSI è l'acronimo di Intracytoplasmic Sperm Injection, che in italiano si traduce come iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo. Il nome descrive esattamente la procedura: un singolo spermatozoo viene scelto e successivamente iniettato direttamente nel citoplasma dell'ovocita, superando completamente la barriera naturale della zona pellucida (il rivestimento esterno dell'ovocita) e dalla membrana ovocitaria.

    Nella FIVET classica, ovociti e spermatozoi vengono messi in co-incubazione in una piastra: la fecondazione avviene spontaneamente, perché gli spermatozoi raggiungono e penetrano l'ovocita da soli. Nella ICSI, l'embriologo sceglie un singolo spermatozoo, lo immobilizza e lo inietta nell'ovocita con un ago di vetro sottilissimo, sotto guida del microscopio ad alto ingrandimento.

    Per la coppia il procedimento è identico in entrambi i casi. La differenza è tutta in laboratorio, nel modo in cui vengono trattate le cellule.

    FIVET e ICSI: le differenze concrete tra le due tecniche.

    La confusione tra FIVET e ICSI è comprensibile: entrambe sono tecniche di fecondazione in vitro, entrambe rientrano nella categoria delle tecniche di fecondazione assistita di secondo livello, ma ci sono alcune differenze peculiari in alcuni passaggi di laboratorio.

    Il momento della fecondazione

    Nella FIVET classica, ciascun ovocita maturo viene messo in una piastra con una concentrazione calibrata di spermatozoi. La fecondazione avviene nelle ore successive in modo spontaneo: gli spermatozoi competono per raggiungere l'ovocita, e i più competenti riescono a penetrarlo. Perché questo funzioni, servono spermatozoi in numero sufficiente (almeno 50.000-100.000 spermatozoi mobili per ovocita, secondo i protocolli standard) e con una motilità e morfologia adeguate.

    Nella ICSI, l'embriologo seleziona un singolo spermatozoo e lo inietta direttamente nell'ovocita. Questa tecnica è stata sviluppata per quei casi in cui gli spermatozoi sono pochi o presentano un'elevata percentuale di alterazioni morfologiche: in questo modo l'embriologo può selezionare lo spermatozoo che meglio risponde ai criteri morfologici e di motilità. Questo rende la ICSI applicabile anche in situazioni in cui la FIVET classica fallirebbe.

    I tassi di fecondazione

    La ICSI tende ad avere tassi di fecondazione più prevedibili e stabili rispetto alla FIVET classica, indipendentemente dalla qualità seminale. Nella FIVET classica con spermatozoi normali, il tasso di fecondazione si attesta tipicamente tra il 60% e il 75% degli ovociti esposti. Con la ICSI, in mani esperte, si ottengono tassi di fecondazione simili o leggermente superiori anche in presenza di fattore maschile severo.

    Un dato importante: tassi di fecondazione più alti non significano automaticamente tassi di gravidanza più alti. La qualità degli embrioni e la loro capacità di impiantarsi nell'utero restano fattori determinanti, e non vengono modificati dalla scelta tra FIVET e ICSI.

    I costi

    La ICSI ha un costo leggermente superiore alla FIVET classica, perché richiede più tempo di lavoro dell'embriologo e strumentazione specifica. La differenza non è drammatica, ma è presente. In molti centri la ICSI è diventata il protocollo standard per tutti i cicli, anche in assenza di fattore maschile, e il differenziale di costo si riduce quando la ICSI è la norma piuttosto che l'eccezione. Lo specialista indicherà i costi specifici del percorso durante il colloquio iniziale.

    Quando lo specialista propone la ICSI: le indicazioni principali.

    La ICSI è nata per risolvere un problema specifico: la fecondazione in vitro nei casi in cui il numero o la qualità degli spermatozoi non era sufficiente per la FIVET classica. Nel tempo le sue indicazioni si sono allargate, e oggi è la tecnica più utilizzata nei cicli di fecondazione in vitro in Italia e in Europa.

    Fattore maschile severo

    L'indicazione originaria e più consolidata. In presenza di oligozoospermia severa (numero di spermatozoi molto ridotto, sotto i 5 milioni per ml), astenozoospermia grave (motilità quasi assente), teratozoospermia totale (morfologia fortemente alterata) o cripto-azoospermia (pochissimi spermatozoi nell'eiaculato), la FIVET classica non è praticabile: non ci sono spermatozoi sufficienti o competenti per raggiungere e fecondare l'ovocita spontaneamente. La ICSI bypassa completamente questo problema, perché richiede un solo spermatozoo per ovocita.

    Azoospermia con recupero chirurgico degli spermatozoi

    In caso di azoospermia (assenza totale di spermatozoi nell'eiaculato), in alcune situazioni è possibile recuperare spermatozoi direttamente dal testicolo attraverso una biopsia (TESE, Testicular Sperm Extraction, o micro-TESE). Gli spermatozoi recuperati con queste tecniche sono spesso immaturi o in numero molto limitato: la ICSI è l'unica tecnica utilizzabile in questo contesto. La combinazione TESE + ICSI ha permesso a molte persone con azoospermia di avere figli biologici.

    Precedente scarsa fecondazione in FIVET

    Se un ciclo precedente di FIVET classica ha prodotto una percentuale di fecondazione molto bassa, o ha portato a fecondazione zero pur con spermiogramma nella norma, è possibile che ci siano problemi nella penetrazione spermatica non rilevati dagli esami di routine. In questo caso, il ciclo successivo viene spesso convertito in ICSI per aumentare la probabilità di ottenere embrioni.

    Diagnosi genetica preimpianto (PGT)

    Quando si pianifica una diagnosi genetica preimpianto (PGT, la procedura che permette di analizzare il patrimonio cromosomico degli embrioni prima del trasferimento), si usa quasi sempre la ICSI anche in assenza di fattore maschile severo. Il motivo è tecnico: nella FIVET classica, la zona pellucida che circonda l'embrione può trattenere spermatozoi non fecondanti che, se inclusi nel campione bioptico, potrebbero contaminare l'analisi genetica. Con la ICSI si ha la certezza che ogni ovocita sia stato fecondato da un singolo spermatozoo identificato.

    Ovociti crioconservati

    Quando si usano ovociti precedentemente vitrificati (crioconservati), la zona pellucida può risultare più rigida dopo lo scongelamento, rendendo più difficile la penetrazione spontanea. In questi casi la ICSI è la tecnica preferita, sia che gli ovociti siano propri sia che provengano da donazione.

    L'uso esteso della ICSI anche senza indicazione specifica

    Un dato di sistema: in Italia, come in molti paesi europei, la ICSI viene oggi utilizzata nella grande maggioranza dei cicli di fecondazione in vitro, anche in assenza di fattore maschile. I dati del Registro Nazionale PMA mostrano che oltre il 70% dei cicli di secondo e terzo livello in Italia utilizza la ICSI come tecnica di fecondazione.

    Questa tendenza è oggetto di dibattito in letteratura. Le linee guida ESHRE riportano che l'utilizzo della tecnica ICSI di default in assenza di indicazioni specifiche non migliora i tassi di gravidanza rispetto alla FIVET classica nei casi con spermiogramma normale. Il suo uso esteso riflette in parte la preferenza per tassi di fecondazione più prevedibili, la diffusione di utilizzo di ovociti precedentemente crioconservati in casi di ovodonazione, la necessità di effettuare la diagnosi preimpianto e in parte abitudini di laboratorio consolidate. È un tema che può valere la pena affrontare con lo specialista durante il colloquio.

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    Come funziona la ICSI: il percorso fase per fase.

    Stimolazione ovarica

    Come nella FIVET, il ciclo inizia con una stimolazione ovarica: iniezioni quotidiane di gonadotropine per 8-14 giorni, con monitoraggi ecografici e dosaggi ormonali periodici per valutare la risposta ovarica. L'obiettivo è ottenere più ovociti maturi contemporaneamente, per avere più embrioni potenziali su cui lavorare. Quando i follicoli raggiungono le dimensioni giuste, si somministra l'iniezione di hCG o analogo di GnRH per indurre la maturazione finale, e il pick-up viene programmato circa 36 ore dopo.

    Pick-up ovocitario

    Il prelievo degli ovociti avviene in day hospital, in sedazione, e dura 10-15 minuti. Un ago guidato dall'ecografia transvaginale aspira il liquido follicolare da ciascun follicolo: l'embriologo in laboratorio identifica gli ovociti nel liquido e li separa. Il recupero è rapido: si rimane in osservazione per qualche ora e poi si torna a casa. Il giorno stesso o il giorno successivo si riceve il report: quanti ovociti recuperati, quanti maturi.

    La microiniezione in laboratorio

    Questa è la fase che distingue la ICSI. Nelle ore successive al pick-up, l'embriologo prepara gli ovociti maturi rimuovendo le cellule del cumulo (le cellule che li circondano) per poterli visualizzare chiaramente sotto il microscopio. Quindi, per ciascun ovocita maturo, seleziona un singolo spermatozoo con caratteristiche morfologiche adeguate, lo immobilizza con un ago sottilissimo e lo inietta direttamente nel citoplasma dell'ovocita attraversando la zona pellucida.

    L'intera procedura di microiniezione su un singolo ovocita dura pochi minuti. L'embriologo lavora su tutti gli ovociti maturi recuperati nel corso della stessa mattinata. Il giorno dopo si valuta se la fecondazione è avvenuta: il segno è la comparsa di due pronuclei visibili al microscopio, uno di origine paterna e uno di origine materna.

    Sviluppo embrionale, transfer e fasi successive

    Da qui in poi il percorso è identico a quello della FIVET. Gli embrioni si osservano per 3 o 5 giorni: al giorno 5 quelli che raggiungono lo stadio di blastocisti hanno le migliori probabilità di impianto. In alcuni casi può essere necessario attendere fino al sesto o settimo giorno per la formazione della blastocisti: si tratta di una variabilità fisiologica nei tempi di sviluppo embrionale. Il trasferimento avviene in sala operatoria, ma senza anestesia, e dura pochi minuti. Dopo circa 14 giorni si esegue il test di gravidanza con un prelievo del sangue che misura la beta-hCG.

    Gli embrioni di buona qualità non trasferiti nel ciclo in corso possono essere vitrificati (congelati) per trasferimenti futuri, senza dover ripetere la stimolazione ovarica.

    ICSI e probabilità di gravidanza: cosa dicono i dati.

    Le percentuali di successo della ICSI sono simili a quelle della FIVET classica nei casi con spermiogramma normale, e superiori nei casi con fattore maschile severo, dove la FIVET classica avrebbe tassi di fecondazione molto bassi o nulli.

    Secondo i dati del Registro Nazionale PMA italiano, le percentuali di gravidanza per trasferimento con tecniche di secondo e terzo livello (che includono sia FIVET che ICSI) variano in modo significativo in base all'età della componente femminile:

    • sotto i 35 anni: circa il 35-40% di gravidanze per transfer
    • tra i 35 e i 39 anni: percentuali in progressiva riduzione, tra il 20% e il 30%
    • sopra i 40 anni: variazioni importanti in base alla riserva ovarica individuale

    Questi numeri si riferiscono a singoli cicli. La probabilità cumulativa di ottenere una gravidanza dopo più cicli, specialmente se ci sono embrioni crioconservati disponibili, è più alta di quella del singolo tentativo. Lo specialista legge questi dati nel contesto della situazione specifica, non come numeri assoluti.

    ICSI con spermatozoi recuperati chirurgicamente: TESE e micro-TESE.

    In caso di azoospermia (assenza di spermatozoi nell'eiaculato), la valutazione distingue due forme principali: l'azoospermia ostruttiva, in cui la produzione di spermatozoi è conservata ma il loro transito è bloccato da un'ostruzione anatomica, e l'azoospermia non ostruttiva, in cui la produzione spermatica è ridotta o assente per cause ormonali, genetiche o da danno testicolare.

    Nell'azoospermia ostruttiva, il recupero chirurgico degli spermatozoi dal testicolo o dall'epididimo (TESE, MESA, PESA) ha buone percentuali di successo: si trovano spermatozoi in quantità sufficiente per la ICSI nella maggioranza dei casi. Nell'azoospermia non ostruttiva, la tecnica della micro-TESE (biopsia testicolare con microscopio operatorio) permette di identificare le aree di spermatogenesi residua e recuperare spermatozoi anche in tessuto testicolare con produzione molto ridotta. I tassi di recupero nella micro-TESE per azoospermia non ostruttiva variano molto in base alla causa sottostante e all'esperienza del centro.

    Gli spermatozoi recuperati chirurgicamente vengono usati subito o crioconservati per un ciclo futuro. La ICSI è l'unica tecnica applicabile in questo contesto: gli spermatozoi recuperati sono spesso immaturi e in numero molto limitato, condizioni incompatibili con la FIVET classica.

    ICSI avanzata: IMSI, PICSI e selezione spermatica.

    Negli ultimi anni sono stati sviluppati metodi di selezione spermatica più raffinati rispetto alla ICSI standard, proposti in alcuni casi specifici.

    La IMSI (Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection) utilizza un microscopio a ingrandimento molto più alto rispetto alla ICSI standard (6.000x contro i 200-400x della ICSI classica) per selezionare spermatozoi con morfologia nucleare ottimale. È proposta in alcuni centri nei casi di teratozoospermia severa o di cicli precedenti con sviluppo embrionale scarso. Le evidenze sul suo vantaggio rispetto alla ICSI standard non sono ancora conclusive.

    La PICSI (Physiological ICSI) sfrutta la capacità degli spermatozoi maturi di legarsi all'acido ialuronico, il principale componente della zona pellucida. Solo gli spermatozoi con testa matura si legano all'acido ialuronico: questa caratteristica viene usata come criterio di selezione aggiuntivo. Alcuni studi suggeriscono una riduzione degli aborti precoci con la PICSI rispetto alla ICSI standard, ma le evidenze restano preliminari.

    La MACS (Magnetic Activated Cell Sorting) è una tecnica che permette di eliminare gli spermatozoi "meno sani", cioè quelli che stanno andando incontro a un processo di degenerazione. In questo modo si cerca di utilizzare spermatozoi di migliore qualità.

    La microfluidica è una tecnica più recente che simula quello che avviene naturalmente nel corpo: gli spermatozoi più mobili e "forti" riescono a muoversi attraverso piccoli canali e vengono selezionati.

    Queste tecniche avanzate non sono indicate di routine, ma in casi selezionati possono essere proposte dallo specialista come opzione aggiuntiva.

    Elty e Centro Florence: il percorso ICSI da remoto.

    Il percorso con la ICSI, come quello con la FIVET, si gestisce in gran parte a distanza con Elty. La consulenza iniziale, i colloqui con lo specialista, la pianificazione del ciclo e i follow-up avvengono in videocall. Gli spostamenti al Centro Florence sono richiesti per le fasi che richiedono la presenza fisica: il pick-up ovocitario e il transfer embrionale. I monitoraggi durante la stimolazione possono in alcuni casi essere eseguiti localmente e trasmessi al centro.

    Se è stato proposto un percorso ICSI con recupero chirurgico degli spermatozoi (TESE o micro-TESE), lo specialista coordina i tempi della biopsia testicolare con quelli del ciclo della partner, pianificando gli spostamenti in modo da minimizzare le presenze fisiche necessarie. Prenota una prima consulenza e scegli data e orario.

    Domande frequenti.

    Entrambe sono tecniche di fecondazione in vitro: gli ovociti vengono prelevati dalle ovaie, fecondati in laboratorio e trasferiti nell'utero come embrioni. La differenza è nel metodo di fecondazione. Nella FIVET classica, ovociti e spermatozoi si incontrano spontaneamente in una piastra. Nella ICSI, l'embriologo inietta un singolo spermatozoo direttamente nell'ovocita sotto microscopio. Il percorso per la persona che affronta il ciclo è quasi identico.

    Nei casi con spermiogramma normale, le evidenze scientifiche non mostrano una differenza significativa nei tassi di gravidanza tra FIVET classica e ICSI. La ICSI offre tassi di fecondazione più stabili e prevedibili, ma questo non si traduce automaticamente in più gravidanze. Nel fattore maschile severo, la ICSI è chiaramente superiore.

    I dati di sicurezza disponibili, basati su oltre trent'anni di utilizzo clinico e milioni di bambini nati da ICSI, non mostrano un aumento significativo del rischio di malformazioni maggiori rispetto alla FIVET classica o alla popolazione generale. Alcuni studi hanno riportato un lieve aumento di alcune condizioni specifiche, ma i dati non sono conclusivi.

    Le linee guida ESHRE non raccomandano la ICSI come tecnica di default in assenza di indicazioni specifiche. Nella pratica clinica italiana la ICSI è usata molto frequentemente anche senza fattore maschile, per la prevedibilità dei tassi di fecondazione. Ha senso chiedere allo specialista quale sia la motivazione specifica nel proprio caso.

    Sì. Gli spermatozoi crioconservati (propri o recuperati chirurgicamente in precedenza) vengono scongelati il giorno del pick-up e usati per la microiniezione. La ICSI è la tecnica preferita anche in questo contesto, perché gli spermatozoi dopo lo scongelamento possono avere motilità ridotta.

    Teoricamente sì: la ICSI richiede un singolo spermatozoo per ovocita. In pratica si cerca sempre di avere un certo margine, ma nei casi estremi (come nella micro-TESE in azoospermia non ostruttiva) l'embriologo può lavorare anche con un numero di spermatozoi appena sufficiente per il numero di ovociti disponibili.

    I costi variano in base al centro, al protocollo di stimolazione e agli eventuali approfondimenti associati. In Italia i cicli di FIVET e ICSI sono parzialmente rimborsabili dal SSN in presenza di indicazioni cliniche specifiche, secondo la normativa regionale. I costi privati oscillano in genere tra 3.000 e 6.000 euro per ciclo completo, escludendo i farmaci per la stimolazione.

    Non esiste un numero fisso valido per tutti. Ogni ciclo senza riuscita va attenzionato e va cercato il motivo: si analizza la risposta alla stimolazione, la qualità degli embrioni ottenuti, le condizioni dell'utero. Si rivaluta il caso con la coppia e si decide insieme la strada da percorrere.

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    Fonti.

    I contenuti di questo articolo si basano su linee guida internazionali, documentazione scientifica e fonti istituzionali aggiornate.

    1. ESHRE - Evidence-based guideline on unexplained infertility, 2023
    2. ASRM - Intracytoplasmic sperm injection (ICSI) for non-male factor indications: a committee opinion
    3. ISS - Registro Nazionale PMA: dati e relazioni annuali
    4. NICE - Fertility problems: assessment and treatment, Clinical guideline CG156
    5. WHO - Infertility: fact sheet
    6. SIERR - Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.